Cos'è la mediazione familiare?
È un intervento a disposizione dei genitori che, già separati o in procinto di esserlo, intendono cercare insieme soluzioni costruttive per i figli e per se stessi. Mira, quindi, a prevenire la sofferenza infantile, causata da una “cattiva” separazione, aiutando i genitori a raggiungere accordi soddisfacenti.
È un modo per affrontare e gestire i conflitti nel momento della separazione.
Non è una psicoterapia di coppia.

Possono venire in mediazione solo coppie con figli?
No. Anche se generalmente ci si occupa di accordi relativi alla gestione dei figli, a volte altre questioni possono creare conflitto tra due ex coniugi/compagni. Sebbene non si offra consulenza legale, si garantisce uno spazio in cui poter affrontare e cercare accordi rispetto a questioni economico/patrimoniali.

Chi troviamo ad accoglierci?
Il mediatore familiare è un professionista, che, dopo essersi laureato in ambito psico-sociale (psicologia, servizio sociale, scienze dell'educazione, giurisprudenza), ha intrapreso una formazione specialistica in questo settore.
Il Centro è gestito da due esperti, che generalmente conducono insieme i colloqui di mediazione.

Cosa si fa quando si accede alla mediazione familiare?
I mediatori accolgono le coppie e/o i singoli proponendo dei colloqui solitamente a cadenza quindicinale.
Generalmente è proposta una serie di incontri iniziali finalizzati alla raccolta di informazioni utili a definire il tipo di percorso da intraprendere, le aspettative e le motivazioni dei singoli e della coppia.
Dopo tale fase si procederà a colloqui volti alla costruzione di accordi/soluzioni condivisi.

Quanto dura il percorso?
La mediazione familiare è un intervento breve di cui è difficile definire a priori il tempo. Si prevede, comunque, una media di circa 8-12 incontri (2-4 mesi).

Dobbiamo venire insieme all'ex coniuge/compagno?
L'obiettivo è di costruire un accordo condiviso tra i genitori (ex coniugi, ex compagni…), quindi si rende necessaria la presenza e la discreta motivazione di entrambi a partecipare attivamente.
Sono comunque previsti dei colloqui individuali, sia su valutazione dei mediatori sia su richiesta della persona. In questo caso, si propone, per equità, la possibilità di svolgere colloqui individuali anche alla persona che non ha portato tale richiesta.
In caso di rinuncia o disinteresse di uno dei genitori è possibile proseguire individualmente costruendo nuovi obiettivi di intervento (vedi consulenza individuale, familiare, sostegno alla genitorialità).

Se sono stato inviato da un servizio pubblico (ASL, Servizio Sociale, Tribunale Ordinario o Tribunale per i Minorenni) i mediatori comunicano qualcosa al servizio inviante (relazione scritta, telefonate, ecc.)?
I mediatori sono tenuti al segreto professionale. Inoltre per gli obiettivi specifici del servizio non hanno nessun dovere istituzionale nel relazionare ad altri servizi rispetto al contenuto o alla durata del percorso. Al tempo stesso, al di là della segnalazione, non sono tenuti a ricevere alcuna informazione dai servizi invianti.
L'accordo stabilito dalla coppia all'interno della mediazione è in mano alla coppia stessa, che deciderà in modo autonomo se formalizzarlo, dandogli valore legale di fronte ad un giudice.

Che cos'è l'accordo?
La finalità della mediazione è quella di favorire la comunicazione tra i genitori.

Generalmente il percorso si orienta verso la definizione di obiettivi specifici riguardo l'educazione/cura dei figli. Partendo da tali obiettivi si individuano compiti adeguati al loro raggiungimento, cui i genitori si assumono responsabilità.
Ciò viene definito in un accordo condiviso, che non necessariamente si traduce in un documento scritto. Se si decide per la redazione dell'accordo, tale non avrà valore giuridico.

Si può accedere anche se la coppia non intende separarsi?
Sì. In questo caso si parlerà di consulenza di coppia o familiare e verranno approfondite le problematiche che stanno interessando la coppia (vedi “Consulenza Psicologica”)

Si può accedere se non ci si è ancora separati?
Sì. In questo caso si cercherà di comprendere i motivi della crisi e accompagnare la coppia ad una decisione.

Possono accedere alla mediazione solo coppie che sono state sposate?
No. La mediazione si offre sia a coppie civilmente sposate sia a coppie di fatto (conviventi).

Si può accedere alla mediazione familiare anche se il conflitto è tra genitori e figli?

Sì. La mediazione familiare si offre anche alle situazioni di conflitto tra generazioni (genitori/figli, genitori/nonni…).

I minori vengono invitati a partecipare ai colloqui?
Dipende.

Nel caso di mediazioni tra generazioni (genitori/figli) è opportuna la partecipazione dei figli, in quanto attori del conflitto insieme ai genitori.
In ogni caso, i mediatori si riservano di valutare se e come coinvolgere i figli o altri parenti significativi.



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